Roberto Cavallaro
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Mostri in mostra
Due i movimenti. Due le partiture. Due i modi di leggere la narrazione dell’essere nel mondo. Simile la ricercatezza, simile la punteggiatura, la spaziatura delle pagine dell’essere nel mondo. Maschere di paura, maschere da paura.
La cadenza veloce, ritmata dell’esposizione le rispecchia, consapevolmente o meno non importa, le une nelle altre. Motivi già visti persi nello sguardo, nello stupore stupefatto di chi sa leggere le pietre, sentire il vento, carezzare il legno… ma anche di chi sa ascoltare e presta attenzione alle grida dell’inutile sprecato, riflettendo virtuosamente se sia ancora possibile vivere una vita in simbiosi con la natura. Le culture indigene anche per le maschere hanno tratto ispirazione dalla natura e dall’inconscio. Mentre le altre maschere traggono ispirazione dal nostro mondo; sono quei mostri in mostra che sfacciatamente e inesorabilmente vivono qui, oggi, la condizione di un’umanità fragile e tormentata, la nostra, vittima del consumismo. Maschere di una generazione che scandaglia il contemporaneo e su esso si interroga, in esso si specchia rivelando negli arnesi, negli utensili, negli oggetti usuali utili o inutili che siano, simboli dell’isolamento e alienazione che si può provare in una metropoli. Le maschere realizzate da Roberto Cavallaro con i materiali più diversi: alluminio, plastica, gomma, residuati elettronici e casalinghi… sono fatte per restare e resistere il tempo della fiaba che ci vogliamo raccontare noi che cerchiamo di inquadrare in schemi tutti occidentali la pluralità dei linguaggi dell’arte africana. Oggetti di tutti i giorni cambiano identità a seconda dello spazio in cui vengono collocati. Oggetti banali entusiasmano, offrono ispirazione, giocano con Roberto e con chi con lui vuole rinnovare il contatto, riprendere la manualità del saper fare, ascoltare le voci di chi distante da logiche di mercato, da virtuosismi elettronici e consumistici è ancora in grado di leggere le pietre, sentire il vento, carezzare il legno.
Antropologa Adele Sciacca